Un fatto importantissimo: gli educatori professionali socio-pedagogici nel LEP che definisce le equipe multiprofessionali dei servizi sociali
Il disegno di legge della Legge di bilancio 2026 all’articolo 126 della bozza di legge di bilancio 2026, il Governo compie un passo significativo verso la definizione e l’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) nel settore dell’assistenza sociale. Si tratta di un intervento atteso da anni, che mira a superare le storiche disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi sociali.
Il cuore della norma è l’istituzione di un Sistema di garanzia dei LEP sociali, che definisce per ogni Ambito Territoriale Sociale (ATS) un livello minimo di spesa necessario per garantire servizi essenziali. L’obiettivo è duplice:
- Uniformare l’offerta dei servizi sociali su scala nazionale
- Quantificare in modo oggettivo le risorse necessarie per raggiungere obiettivi di equità sociale e territoriale
Dal 2027, il sistema dovrà assicurare:
- Un assistente sociale ogni 5.000 abitanti
- Un’equipe multidisciplinare con uno psicologo ogni 30.000 abitanti e un educatore professionale ogni 20.000
- Un’ora settimanale di assistenza domiciliare per persone non autosufficienti, modulata in base alla platea dei beneficiari
Questi standard, già presenti in precedenti normative, vengono ora consolidati come obiettivi minimi vincolanti.
Il testo prevede un sistema di monitoraggio integrato, da attivare entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, che permetterà di:
- Confrontare la spesa effettiva con quella di riferimento
- Valutare il raggiungimento degli obiettivi
- Attivare meccanismi correttivi in caso di inadempienza
Le spese considerate saranno quelle della Missione 12 dei bilanci locali, escludendo il settore sanitario.
Per sostenere l’equipe multidisciplinare (comma 2, lettera b), il fondo dedicato sarà incrementato di 200 milioni annui dal 2027. Per il resto, il finanziamento avverrà tramite risorse già previste a legislazione vigente, con il coinvolgimento delle amministrazioni regionali e locali.
L’articolo 126 rappresenta un tentativo concreto di rendere esigibili i diritti sociali, superando la frammentazione e la discrezionalità che hanno storicamente caratterizzato il welfare locale. Se attuato con rigore, potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione di giustizia sociale, dove il luogo di residenza non determina la qualità dell’assistenza ricevuta.
Una grande opportunità per coloro che stanno per essere assunti con il concorso ATS 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali
Si tratta di una grande opportunità, che apre la strada ad alcune migliaia di assunzioni, che seguiranno quelle già programmate e per le quali sono stati espletati i concorsi nella seconda metà del 2025. Oltre 1200 persone tra pedagogisti ed educatori, infatti, verranno assunte nel mese di dicembre 2025. Per costoro l’istituzione del Lep è la premessa tecnico – organizzativa per le stabilizzazioni.
Un aspetto critico da correggere. Urgentemente
Il testo presentato dal Governo deve essere modificato urgentemente, però perchè non cita i pedagogisti. Ora, dei 1200 educatori e pedagogisti che stanno per essere assunti da parte degli ambiti territoriali sociali sulla base di finanziamenti derivanti dal PNNR, un quarto sono pedagogisti. Se non viene modificato il LEP prevedendo che possa essere soddisfatto anche dai pedagogisti (un educatore o pedagogista e non solo un educatore ogni 20.000 abitanti) si rischia che i pedagogisti non possano essere stabilizzati al termine del loro percorso triennale. L’Apei ha fatto richiesta di audizione in commissione per fare presente questo problema
Da questo collegamento è possibile scaricare il testo dell’articolo 126 depositato in commissione
Grazie per l’articolo, il punto che non reputo coretto dove lei dice che volete proporre visto che non è stato inserita la figura del pedagogista o l’educatore o il pedagogista ogni 20.000 abitanti , invece le altre figure come assistenti sociali e psicologi hanno un proprio numero di abitanti di riferimento , no scegliere l’uno o l’altro e così dovrebbe essere per il pedagogista avere un suo numero di riferimento essendo una figura diversa dall’educatore .La ringrazio comunque per le preziose informazioni.
certo che è stato inserito. Ho inserito la fonte. Basta cliccarci sopra